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L’uomo, la ‘panza’ e la stangata della prova costume

L’uomo, la ‘panza’ e la stangata della prova costume

Anche lui, come la donna, ha tentato di tutto per recuperare la forma fisica in vista dell’estate, ma il risultato finale non è stato entusiasmante

Donatella Polito 23 agosto 2013

Donna Today

Ci hanno provato. Nel silenzio di palestre di periferia, di cantine sotterranee adibite a sale ginniche e di vie sperdute nelle campagne desolate, bande di uomini dai ventri paffuti e bicipiti rilassati hanno tentato di debellare i rotolini accumulati nei mesi invernali, con l’intento narciso di superare anche loro, come quelle smorfiosette delle loro compagne, la vituperata ‘prova costume’.

Un’inconfessata vergogna quella dei ‘maschi’ moderni, che se un tempo esibivano incuranti un’appesantita virilità massiccia, adesso non ci stanno più a confrontare il loro girovita con la tartaruga lucida del belloccio vicino di ombrellone e, dall’oblio garantito dal più importante sito europeo dedicato ai prodotti dietetici e dimagranti, Minceur Discount, sette di loro su dieci hanno confessato di aver iniziato dure sessioni di allenamento già dalla primavera e di aver rinunciato a manicaretti tentatori pur di perdere tra i 3 e i 6 chili che costringevano a difficili esercizi di apnea per ottenere l’effetto ‘pancia in dentro’.

Ma ora che agosto è agli sgoccioli, gli effetti del sacrificio non sembrano essere stati gratificanti per il 30% degli aspiranti ‘fisicati’, che hanno cercato invano di buttar giù quei 5 o 6 chiletti di troppo dichiarati a luglio, per non parlare, poi, di un 19% che ha aspirato inutilmente all’abbattimento quasi 10 chili e di un disperato 3% che, vista la situazione, ha preferito non rispondere alle domande.

Ma la colpa sarebbe della partner, perché è in due che il sacrificio fisico e alimentare si considera più facilmente sopportabile, e se lei, già bella e in formissima con l’aiuto di creme anticellulite, Pilates e yoga, è riuscita a sfoggiare un figurino niente male, lui è restato solo nell’afflizione del gravame, che, alla vigilia dell’autunno, potrà finalmente venir fuori, con un sospiro liberatorio, in tutta la sua corpulenta mole, celata -grazie al cielo!- da rassicuranti maglioncini di cotone.